NO COMMENT, associazione culturale per l'informazionevisiva solidale, Napoli

                        

Laboratorio sperimentale di fotografia sociale, nozioni di base

Il laboratorio sperimentale di fotografia sociale, che prevede anche "la pratica on the road", si propone di aiutare gli appassionati di fotografia, a digiuno delle tecniche di ripresa, a comprendere gli strumenti e le nozioni base che consentono di memorizzare, visivamente, le  informazioni - emozioni che incontriamo nel nostro quotidiano.

Un po’ come in medicina, la fotografia si articola in settori di utilizzo. Fotografia sportiva, di moda o pubblicitaria, documentaristica, sociale,di cronaca, di viaggio, di ritratto, di cerimonia.

 In queste pagine parleremo principalmente della fotografia sociale e documentaristica ma, prima di affrontare l'argomento, riteniamo utile  rispolverare le "nozioni di base", che differenziano le varie discipline fotografiche.  

La fotografia analogica

 Fino a qualche anno fa la pellicola -negativo era il supporto più utilizzato per l’impiego fotografico, scelta in base all’utilizzo e alla sensibilità,  contribuiva in maniera determinante alla qualità dell'immagine stampata. Per quanto riguarda i corpi macchina, c’erano le reflex per principianti o per professionisti, entrambi  potevano essere accessoriate, a secondo della tasca e dalle esigenze, con ottiche da poche decine di euro a veri e propri  “ mutui”.  In ogni caso, anche non avendo a disposizione un corredo fotografico costoso, chiunque poteva,  attraverso la conoscenza e la creatività,  produrre foto di grande qualità. Al momento l'analogico resta una pratica per appassionati e professionisti .

 La fotografia digitale 

Oggi il digitale ci offre la possibilità, attraverso l’impiego delle schede memoria, di registrare migliaia di immagini e di abbassare notevolmente il costo dello scatto, ma obbliga il fotografo, per migliorare la qualità delle immagini, a procurarsi periodicamente un apparecchio nuovo, visto che il cuore “dello scatto” è nel sensore interno e non nella pellicola.  In ogni caso restano un’ottima risorsa le ottiche, di apparecchi analogici, ancora disponibili nel mercato dell’usato o in nostro possesso che possono essere utilizzate su apparecchi digitali, tipo Nikon o Pentax.. 

Fotografia sportiva 

Per questa disciplina fotografica è indispensabile un autofocus veloce e affidabile, macchine con scatti a raffica e ottiche zoom di escursione medio alta, vanno bene un 28/200  e un 100/400, oltre a focali fisse come 200mm 300mm e 500mm. Le ottiche devono essere luminose e robuste, dunque alquanto costose. 

Fotografia di moda e pubblicitaria 

Richiede una buona conoscenza della luce artificiale, flash e lampade. Le ottiche , di alta qualità, devono essere luminose e a focale fissa. Le macchine devono essere in grado di fare scatti a raffica.   

Fotografia documentaristica 

Macchine robuste, capaci di sopportare le intemperie, ottiche zoom e a focale fissa, borse a zainetto e una buona scorta di schede memoria 

Fotografia di cronaca 

Obbligatorio l’ottica grandangolare , zoom di media gittata e  il flash . indispensabile una macchina di riserva più piccola  

Fotografia di viaggio 

Utile il treppiede, macchine non troppo ingombranti, ottiche dal grandangolare al super tele.   

Fotografia di cerimonia 

Buona conoscenza della luce artificiale, ottiche da ritratto e grandangolari, minimo due flash e due macchine con possibilità di scatto a raffica. 

Fotografia sociale 

Macchine non molto ingombranti ma robuste, ottiche grandangolari, medio tele e uno zoom non molto spinto ma luminoso, una tascabile di buona qualità. Conoscenza del territorio. Indispensabile un monitoraggio preventivo, con attrezzatura tascabile per gli appunti visivi, dell’area da documentare 

 

 

Il ritratto

È la fotografia della memoria, del tempo che passa, dei ricordi raccontati dalle rughe, è il vagito di un neonato, è l’emozione di un’espressione facciale.

 La confidenza con il soggetto non basta, è necessario sentire il suo stato d’animo, sentire la persona, capire il suo ambiente. Il fotografo non deve essere arrogante e invasivo, deve sembrare quasi timido, per dare l’opportunità al soggetto di sentirsi padrone dei suoi gesti.

 Le attrezzature base sono :  80mm  100mm  uno zoom 70/ 135  e un buon flash, da utilizzare in luce indiretta. Naturalmente è preferibile la sola luce naturale, soprattutto quella all’ombra. Come macchina va bene anche una reflex non motorizzata

 L’80mm e il 100mm sono definiti medio-tele ,  appena più potenti del normale 50mm, consentono al fotografo sia di non stare con il fiato sul collo del soggetto, sia di staccare il soggetto stesso dal fondo immagine, che potrebbe non piacere.

 Il ritrattista puro non è avvezzo ad utilizzare filtri, il suo intento è registrare l’espressione visiva nella realtà del momento.

 Il ritratto nella fotografia di moda è un altro discorso, fotografo e soggetto sono due professionisti pagati per pubblicizzare un prodotto, le espressioni sono studiate a tavolino. In questo tipo di attività  bisogna avere una buona padronanza della luce artificiale, possedere diverse macchine reflex  motorizzate e ottime ottiche.

 

 Gli obiettivi

 Sono l’occhio della fotografia, indispensabili per inquadrare e registrare le immagini, sia digitali che analogiche .Possono costare poche decine di euro fino a superare  anche i 3mila euro. Dipende dal tipo di fotografia che si intende praticare...... e naturalmente dalla nostra disponibilità economica.

Il costo è spesso legato alla luminosità, alla focale e soprattutto alla qualità dell’ottica.

 

Ottiche grandangolari

 Sono quelle che consentono di inquadrare, in uno spazio ristretto, tante persone e cose. Per fare un esempio: se attraverso il mirino, utilizzando un 50mm da una distanza di 5 metri, registriamo la presenza di 4 soggetti, con l’ottica grandangolare possiamo registrarne fino a 15. Ottimo per il reportage e per eventi di cronaca.

 Il normale

 Oramai non è più commercializzato, se non in versione professionale e costosissima. Era il famoso 50mm, che consentiva di scattare immagini, così come le vedono i nostri occhi, ne più grandi ne più piccole, insomma…......normali. Ora le aziende produttrici di reflex, come normale “allegano” alla macchina  dei piccoli zoom, poco luminosi e in materiale plastico. Il normale, grazie al progetto  ottico, poteva arrivare ad una luminosità incredibile di  F/f1.

Medio Tele

 Ottiche utilizzate per il  ritratto,  nella moda e per il teatro,  molto luminose e di grande qualità. Consentono di concentrarsi sul particolare, di isolare lo sfondo e di mantenersi un po’ in disparte senza perdere contatto con l’evento da riprendere

 Supertele

 Indispensabili per la fotografia sportiva, di azione e per i fotografi “da gossip” . Quelli professionali costano un occhio della testa, sono in lega di alluminio, progettati con vetri asferici e a bassa dispersione.  

Ottiche Zoom 

Consentono di passare rapidamente da una inquadratura all’altra. Possono coprire anche 8 focali diverse. Ultimamente sono stati messi in commercio ottiche zoom che vanno tranquillamente dal 18mm al 300mm . La loro costruzione richiede complessità progettuale e ottimi vetri.  Dunque “quelli buoni”  costano tantissimo. Inoltre gli zoom sono, per la loro complessità ottica,  poco luminosi rispetto alle ottiche fisse e sono meno incisivi nel contrasto. Necessitano obbligatoriamente di un buon paraluce, per evitare riflessi indesiderati.

 Obiettivi Macro 

La macro-fotografia è un campo specialistico, indirizzato alla riproduzione di piccoli oggetti, per la ricerca medica e scientifica, per produrre cataloghi particolari, come quelli per monete e francobolli, ma anche per la documentazione naturalistica di piante e insetti. È richiesta grande competenza, gli obiettivi macro possono essere abbinati, per la riproduzione, a dei soffietti, fissi o mobili. Le escursioni focali  vanno dal 20mm  al 200mm, hanno la caratteristica di potersi avvicinare molto al soggetto. Sono molto costosi

 

Fotografia analogica o digitale?

Si dice che un buon negativo ( pellicola analogica)  equivale a circa 60 milioni di pixel , se così è siamo ancora lontani dall’ottenere, con il digitale,  gli stessi parametri di qualità dell’analogico visto, che al momento siamo sui 20 milioni di pixel. Nonostante ciò la fotografia analogica ha , per una grande fetta di mercato, i giorni contati. Resterà un laboratorio artigianale ristretto a pochi appassionati, cultori dell’immagine pura, perché i costi per sostenerla sono, in considerazione del consumo specifico, sempre più alti. Dunque si allontana dal grande pubblico dei dilettanti, per coagularsi intorno a pochi professionisti e  appassionati . Il problema serio è che i laboratori di sviluppo e stampa analogica, con tecnici professionisti, chiuderanno i battenti per mancanza di commesse sostanziose, i liquidi e le polveri per gli sviluppi delle pellicole costano sempre di più e la manutenzione delle attrezzature, rispetto ai guadagni, è troppo alta. Dunque la fotografia analogica, non usufruendo di alcun "accanimento terapeutico", morirà prima del tempo ma, come riferito precedentemente, è destinata a  sopravvive all’interno di un mercato di nicchia, artistico e professionale, come la stampa artigianale del bianco e nero.

 Sviluppare pellicole e stampare immagini su carta fotografica, al buio di uno sgabuzzino, tra odori acri , assistiti da una piccola luce rossa, in un silenzio assordante, è stato il quotidiano impegno per migliaia di reporter, free lance e fotogiornalisti. Una pratica portata avanti per oltre un secolo,  in fretta e furia per procurare in tempo “lo scatto “ da abbinare al pezzo scritto. Una vera e propria fatica fisica. Negli anni 60 sono morti più fotografi in camera oscura, colpiti da infarto, che quelli uccisi sui campi di battaglia dei vari Vietnam. 

 Dunque un vero e proprio beneficio l’arrivo del digitale, strumento prezioso per l’informazione cartacea, che vede moltiplicate le potenzialità del supporto visivo. Fino alla fine degli anni 90 le redazioni, di giornali e riviste di un certo livello, pretendevano dai fotografi solo foto in  “ diapositiva”  mentre, per il bianco e nero e il colore su carta, l’ acquisizione con scanner non poteva essere inferiore al 24 x 30 cm.  Insomma, oltre alla fatica vera e propria c’era anche un costo non trascurabile nell’esercitare, per mestiere o per diletto, la fotografia. Di buono c’era che si era costretti a riflettere prima di pigiare il dito sull’otturatore, visto che ogni scatto aveva un costo, anche se inutilizzabile. In merito a tale considerazione, le immagini che circolavano erano, per la maggior parte ,  di buona qualità.

 Oggi, un rollino fotografico da 36 foto, compreso sviluppo e stampa, costa intorno ai 14 euro, il digitale con lo stesso numero di foto non arriva a 8 euro di spesa. Se 2 più 2 fa 4,  le ragioni che contribuiscono all’estinzione della pellicola è prettamente economica e “comoda”, non certo per la migliore qualità del digitale.

Una scheda, di memoria digitale, può essere paragonata a un rollino riciclabile centinaia di volte, inoltre è in grado di registrare migliaia di immagini a costo zero!

 A questo punto bisogna capire quale fotografia ci interessa,  passionale o di mestiere? Entrambe? Se il vero amore ha un costo irrinunciabile, contratteremo con le nostre risorse per non rinnegare la passione di un arte che sa tanto di artigianato, se invece è il mestiere che ci interessa allora il digitale è la scelta più razionale. Naturalmente le due scelte possono coabitare senza traumi. Entrambe necessitano comunque di conoscenze tecniche specifiche, atte a concretizzare il mestiere e la passione. Adesso diamo un'occhiata più da vicino ad accessori e strumenti       © articolo registrato

Aspetti tecnici &  accessori    

Il saggio -lezione  sulla fotografia sociale sarà on line il 3 novembre 2009   

E' possibile contattare, per ulteriori informazioni, il responsabile del progetto, Tony Laruspa,  tonylaruspa@gmail.com  

     

Sono previste esercitazioni pratiche “on the road”, a Napoli, ogni 15 giorni

fotografiasociale@yahoo.it   www.fotografiasociale.it